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Strada del Vino e dei Sapori della Maremma

03Feb
Questa “Strada” ubicata nella parte sud-est della provincia di Grosseto, racchiude i comuni di Capalbio,Orbetello, Isola del Giglio,Magliano in T., Grosseto, Monte Argentario, Campagnatico,Roccalbegna, Semproniano,Scansano, Manciano, Pitigliano eSorano. Ha molto da dire, da raccontare, è una delle Strade più grandi d’Italia, ma anche quella che offre maggiori proposte ed opportunità, dal mare alla collina fino alle pendici del Monte Amiata. È un territorio ricco di storia, tradizioni e tipicità, uno squarcio di vera e autentica genuinità. Propone uno scenario naturale unico, ma non monotono. Questa “Strada” parte da lontano, attraversa luoghi e scenari diversi ma sempre attuali, racconta di civiltà antiche ma non dimenticate, non ancora trascorse.

Prodotti tipici
I vini: Ansonica Costa dell’Argentario DOC, Bianco di Pitigliano DOC, Capalbio DOC, Morellino di Scansano DOC e DOCG, Parrina DOC, Sovana DOC, IGT Maremma Toscana Bianco e Rosso; l’olio Extra Vergine d’Oliva Toscano IGP, Pecorino Toscano DOP, Miele, in particolare di marruca, castagno, acacia e millefiori, Zafferano di Maremma, Biscotto Salato di Roccalbegna, Fagiolo di Sorano, la Bottarga e gli altri prodotti ittici della Laguna di Orbetello, Prodotti GOYM di Pitigliano, Vacca Maremmana, la Palamita dell’Isola del Giglio, Panficato dell’Isola del Giglio, l’Artigianato tipico del territorio e le ceramiche artistiche.

Itinerari turistici ed enogastronomici
Il percorso del Tufo – Sorano, Pitigliano, Manciano.

Il Percorso del Sapori, dei Profumi, dell’Incanto – Scansano, Magliano, Capalbio, Semproniano, Roccalbegna, Campagnatico.
Il Percorso dell’acqua, dei Colori, delle Meraviglie – Isola del Giglio, Orbetello, Grosseto, Monte Argentario.
Da visitare – Il Museo della Vite e del Vino ed il Museo Archeologico a Scansano; Il Museo del Tufo all’aperto a Sorano; La Fortezza Spagnola a P.S. Stefano, il Parco dell’Uccellina ad Alberese.
Il Percorso dell’acqua
, dei Colori, delle Meraviglie Isola del Giglio, Orbetello, Grosseto, Monte Argentario.
www.stradavinimaremma.it
e-mail: collidimaremma@tiscali.it

Escursioni e trekking: le bandite di Scarlino

02Feb

Oltre 50 itinerari segnati, dalle trasparenze caraibiche del mare delle Cale, alle antiche fonti sul versante orientale di monte d’Alma, dai Castagneti alla macchie basse di scopa e corbezzolo…

passando da boschi più alti di leccio e cerro. Itinerari antichi, già percorsi da mercanti etruschi, da frati medievali a caccia di eretici, da eroi dell’Italia unita. Ma anche da carbonai, tagliaboschi, bracconieri e briganti. Tra bellezze paesaggistiche e ruderi architettonici un filo verde unisce la vasta rete viabile delle Bandite di Scarlino.

I sentieri segnalati, alcuni percorribili anche in bicicletta ed a cavallo si sviluppano per oltre 200km lineari, e sono serviti da una ossatura carrabile principale che consente di avvicinarsi anche alle zone più interne. E’ consigliabile comunque munirsi di una buona cartografia (la Carta delle Bandite di Scarlino si trova in commercio presso i punti vendita locali) e di un comodo equipaggiamento da trekking. Le stagioni migliori per godere degli splendidi colori e profumi del bosco sono ovviamente la primavera e l’autunno, sebbene il clima temperato renda affascinanti e non particolarmente impegnative anche le escursioni invernali. Durante l’estate il caldo, la siccità e la presenza di insetti consiglia di limitare le escursioni alle prime ore del mattino ed alle zone vicine al litorale, dove una breve deviazione dal sentiero, può sempre consentire un bel tuffo ristoratore.

Vela insieme, il mare per tutti

02Feb

L’associazione “Vela Insieme” è una “scuola di mare” accessibile a tutti. Su questa filosofia essa ha sviluppato negli anni la propria attività, facendo del mare e la navigazione “strumenti” di aggregazione ed integrazione attraverso la formazione di equipaggi misti, di disabili e non. Le difficoltà e gli ostacoli propri della vita in barca possono diventare, così, occasioni di dialogo e comunicazione, di reciproca comprensione e di confronto tra “sportivi”.

Le crociere e le uscite in mare si svolgono a bordo di tre imbarcazioni a vela. Si tratta di tre barche da crociera classiche di 12 e 14 metri, in grado di ospitare equipaggi composti da otto persone. Sono imbarcazioni volutamente “di serie, in linea con le direttive comunitarie sulla difesa dell’ambiente marino. La base nautica si trova a Etrusca Marina in località Il Puntone a Scarlino.

Sono molti i progetti dell’associazione, se da un lato viene offerta alle persone disabili la possibilità di accedere e vivere momenti ed emozioni normalmente preclusi, contemporaneamente la componente “normodotata” dell’equipaggio ha la possibilità di conoscere in maniera diretta la realtà e le difficoltà quotidiane dei propri compagni di navigazione.

La Velaterapia con l’esperienza della navigazione influsice in positivo sul benessere emotivo, l’autodeterminazione del partecipante e sugli atteggiamenti nei confronti delle persone con disabilità e l’abbattimento dei pregiudizi. Un mare di Natura e di Avventura è invece un’occasione per far scoprire alle persone disabili il patrimonio naturale dei parchi marini dell’Arcipelago Toscano, tra giugno e settembre vengono organizzate crociere in barca a vela in una zona del parco ricca di segreti e di bellezze inaspettate.

Sono vere e proprie “settimane nautiche”  per piccoli gruppi di persone disabili che saranno accompagnati da skipper e naturalisti esperti che aiuteranno i novelli marinai nella scoperta delle tecniche di vela e delle particolarità dell’ecosistema marino. Queste sono solo alcune delle numerose iniziative, si continua con corsi per patenti nautiche ed eventicome regate speciali.

Per informazioni:
Associazione “Vela Insieme”
Via Beethoven, 68 – 58100 Grosseto
Tel. +39 0564/416666
www.velainsieme.it

Centro di documentazione del territorio

02Feb

Il Centro di Documentazione è alloggiato nei fondi del palazzo comunale (XIII sec.) ed è stato istituito dal Comune in collaborazione con l’Università di Siena e la Soprintendenza Archeologica per conservare ed esporre i reperti archeologici rinvenuti durante le campagna di scavo alla Rocca di Scarlino.

I dati archeologici permettono la ricostruzione di un centro abitato presente sul colle di Scarlino e risalente all’età del Bronzo. La zona era delimitata da una cinta di muri a secco, come dimostrano i depositi di pietrame di pezzatura, posti intorno all’altura. Successivamnte il fortino venne abbandonato e occupato in epoca tardo etrusca.  Al VII-IX secolo a.C, risale il periodo di massimo insediamento quando venne costruito un complesso di 1500mq di abitazioni. In seguito il sito è stato occupato in età tardorepubblicana e romana e abbandonato di nuovo fino ad arrivare all’epoca tardoantica e in parte altomedievale.

La rocca e le mura che cingono l’intero borgo sono state ricostruite nel XIV secolo quando la fortezza entrò a far parte del principato di Piombino, sotto la signoria degli Appiano e conobbe un periodo di benessere e crescita economica. Nel secolo successivo, con il crescere del potere mediceo la Rocca si avvia ad un declino con la perdita della sua rilevanza strategica.

Il centro comprende una documentazione descrittiva dei principali monumenti e siti archeologici del territorio e numerosi oggetti d’uso quotidiano e materiale documentario che illustrano le varie fasi di vita nella zona della Rocca di Scarlino dall’età del Bronzo (2000 circa a.C.) fino al XVII secolo. L’esposizione è allestita con criteri didattici e in base alle diverse campagne di scavo effettuate nel territorio dal 1979 al 1983.

Orario:
Martedì, Giovedì, Sabato ore: 9-12.
Luglio e Agosto tutti i giorni.
Per giorni e orari diversi vengono concordati appuntamenti per gruppi o singole persone telefonando al 0566 38552.
Visite guidate su richiesta.

Prezzo: gratuito

Accesso handicap: No

Contatti:
via della Rocca
SCARLINO (GROSSETO)
Telefono: 0566 38552
E-mail: biblioteca@comune.scarlino.gr.it
www.museidimaremma.it/it/museo.asp?keymuseo=14

Oasi di protezione faunistica di Scarlino

02Feb
L’Oasi di protezione faunistica del Padule e Costiere di Scarlino comprende soprattutto terreni di proprietà pubblica per una superficie complessiva di oltre mille ettari racchiusi in questi confini: a nord il mare, il canale industriale Solmine e il fiume Pecora; ad est padule di Scarlino, fattoria del Casone e Statale 322 delle Collacchie; a sud la strada vicinale di Torre Civette e il mare; a ovest la costa.
Le Costiere sono un’area boscata e agraria adiacente ad una zona paludosa.

Qui vivono alcune specie minacciate come il tarabuso (Botaurus stellaris), il falco di palude (Circus aeroginosus) e il forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon). Il sito ospita inoltre interessanti presenze nidificanti come la Cannaiola, Pendolino, Poiana, Gheppio, Upupa, Civetta, Torcicollo e Allodola. Per ciò che concerne l’avifauna svernante occorre ricordare l’Albanella reale, l’Oca selvatica, le anatre di superficie, Fenicottero e Beccaccino.
Il padule di Scarlino, per le proprie caratteristiche ecostazionali, è considerato ad alta vocazione faunistica, soprattutto per alcune specie di anatre di superficie come il Germano reale, l’Alzavola, la Marzaiola, il Fischione; e per i rallidi. Tra gli insetti da segnalare la Callimorpha quadripuncatata. L’area boscata è costituita da estesi forteti, ma anche da caducifoglie e castagneti da frutto.

La Toscana degli Etruschi

13Gen

Chi vuole conoscere la Toscana degli Etruschi avrà di che divertirsi in un percorso che si snoda attraverso le città e i borghi che furono fondati dal loro popolo: da Volterra a Fiesole, da Arezzo a Populonia in un percorso di arte, storia e paesaggio. Secondo la descrizione fattane da Dionigi di Alicarnasso, storico greco, gli Etruschi erano una popolazione antichissima e unica, non avendo affinità, sia linguistiche che di stile di vita con altre genti. Il termine di Etruschi indica quindi una popolazione vissuta in Etruria, tra il IX ed il III sec. a.C.

La civiltà etrusca rappresenta una delle culture di maggior spessore in Italia e nell’intero bacino mediterraneo. Partiti dalla regione che da essi prende il nome, ovvero dai territori frapposti tra Arno e Tevere, affermarono il proprio predominio anche in altre zone della penisola, dalla pianura padana, all’Emilia, alla Liguria, all’Umbria, al Lazio, alla Campania, intessendo fitti rapporti commerciali con tutte le popolazioni del Mediterraneo.

L’Etruria non assurse mai a rango di Stato unitario; ogni città mantenne sempre una propria autonomia di governo e non di rado vi furono aspri contrasti tra i vari centri. Una delle rare occasioni di aggregazione unitaria era costituita dalle riunioni presso il santuario federale di Fanum Voltumnae. Dodici erano le città principali, che nel VII-VI sec. a.C. costituivano la “Dodecapoli”: Veio, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Orvieto, Chiusi, Vetulonia, Volterra, Perugia, Cortona, Arezzo, Fiesole. Si è propensi a credere che a seguito della crisi economica e politica di alcune di esse, sia avvenuta la sostituzione con Pisa, Populonia e Roselle.

Grazie alle campagne di scavo e alle indagini archeologiche, si è potuto riportare alla luce le vestigia delle necropoli, degli insediamenti, delle zone artigianali e dei materiali lavorati. Tra questi spiccano la ceramica ed i metalli, che ci hanno aperto uno spaccato sugli usi, i costumi, la vita quotidiana, i rapporti commerciali e la storia di questo popolo. Se i resti di un santuario del VI sec. a.C., rinvenuto presso la Torre Pendente di Pisa, ed un’imponente tomba a tumulo del VII-VI sec. a.C., scavata nella sua immediata periferia, hanno sfatato la vecchia ipotesi che l’espansione etrusca non avesse oltrepassato l’Arno pisano, per certo sotto la linea di questo fiume si collocano le maggiori aree di interesse etrusco.

Da Volterra (dove si visitano le splendide urne, i sarcofaghi lavorati, le oreficerie ed i bronzi), a Populonia, importante già nel Villanoviano (IX-VIII sec. a.C.) e ricco centro metallurgico di cui oggi restano le necropoli (con le principali tipologie di sepoltura: a pozzetto, a tumulo, a edicola, rupestri) e i ruderi dell’acropoli, a Vetulonia, Roselle, Poggio Buco, Marsiliana, Sovana, Saturnia, Orbetello, Cosa, è tutto un fiorire di centri e di siti di indubbio spessore e significato.

Né si potranno trascurare i centri del Senese e della Valdichiana: su tuttiChianciano Terme (con i resti del frontone del Tempio di Fucoli ed altri innumerevoli reperti al Museo Archeologico delle Acque) e Chiusi (con alcune tra le più note tombe dipinte, e gli splendidi cánopi).

Ma anche Arezzo (patria della splendida “Chimera”, uno dei bronzi etruschi più noti), Cortona (dove fu rinvenuto un famoso candelabro), la stessa Fiesole, Prato ed alcune località del Chianti offrono numerose occasioni per conoscere una civiltà unica quanto misteriosa.

I sentieri di Scarlino

12Gen

Uno dei territori più interessanti della Toscana, fra Follonica e Castiglione della Pescaglia, grazie alle sue spiagge, al porto turistico di Punta Ala e ai monumenti etruschi di Vetulonia.

Una zona molto interessante anche per dal punto di vista naturalistico, sul mare si affacciano le  Riserve Naturali dello Stato dei Tomboli di Follonica e di Scarlino, includendo  le insenature di Cala Martina, Cala Francese e Cala Violina.  Nell’entroterra di Castiglione della Pescaia si trova una delle aree umide più importanti del litorale toscano: la Riserva Naturale della Diaccia Botrona, dove si trova la piccola Oasi del WWF delle Marze.

Oltre ai centri storici Castiglione della Pescaia, Vetulonia e Scarlino, meritano una visita i borghi di Buriano e di Tirli e i monumenti archeologici isolati come la villa romana del Puntone e le necropoli etrusche di San Germano e Poggio Tondo.

Dal Molino dell’Ampio a Tirli.
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta.

Un bell’itinerario per salire a Tirli dalla valle dell’Ampio, che la separa da Vetulonia. L’inizio è 1 km a nord del bivio in direzione di Giuncarico. Al termine della salita si giunge al castagneto dell’Eremo di Sant’Anna.

Da Scarlino alla necropoli di Poggio Tondo.

Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 12 km

Di grande interesse ambientale e storico, inizia davanti al castello di Scarlino, traversa un castagneto, e sale verso il Monte d’Alma. La discesa porta al Fosso di Santa Lucia, che si segue fino alla valle del Rigo. Si va a ovest per un’ampia sterrata fino alla necropoli etrusca di Poggio Tondo.

Da Marina di Grosseto a Castiglione della Pescaia.
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 13 km

Questo pianeggiante percorso attraversa le pinete tra Castiglione della Pescaia e Marina di Grosseto e si affaccia sulla palude della Diaccia Botrona. Suggestiva la Casa Rossa (o Casa Ximenes), costruita tra il 1766 e il 1768 per regolare il deflusso delle acque verso il mare. Il percorso può essere interrotto nella Diaccia Botrona: è bene informarsi prima di partire.

Da Gavorrano a Scarlino.
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 12 km

Questo piacevole itinerario segue il crinale che separa la valle del Pecora da quella del Rigo. Dopo aver scavalcato Monte Calvo e Poggio Palone, si piega a nord e si raggiunge a mezza costa Scarlino.

Da Scarlino a Tirli.    
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 9 km

Coincide in buona parte con il precedente. Raggiunta la valle del Rigo si lascia a destra la sterrata e si sale decisamente fino al panoramico borgo di Tirli.

Da Scarlino a Portiglione.
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 10 km

Dal castello di Scarlino si traversa un castagneto, si lasciano a sinistra i sentieri per Poggio Tondo e Tirli, e si sale tra il Fosso Fedeli e il Fosso dell’Uccelliera. Toccata una sella ai piedi del Monte di Muro si continua sul crinale fino al Poggio Scodella,  da cui si ammira il belvedere sul Tirreno e sull’Elba.

Da Portiglione a Torre Civette e a Punta Ala.    
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 11 km

Questo itinerario, tra i più classici della costa toscana, segue la strada sterrata che tocca le spiagge di Cala Francese, Cala Martina, Cala Violina e Cala le Donne. Dai campeggi alla foce dell’Alma, un viottolo tra la strada e la spiaggia conduce a Punta Ala.

Da Torre Civette a Portiglione per Val Martina.    
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 9 km

Insieme al precedente, consente di compiere un bellissimo anello. Si toccano vari casali, si traversano i boschi di Poggio Moscatello e si lascia a destra la Val Martina. Dopo essersi riaffacciati sul mare, si torna a destra ai piedi di Poggio la Guardia. Una strada sterrata e la statale delle Collacchie portano a Portiglione.

Da Val Martina a Cala Violina.   
Percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta – 3.5 km

Il più breve e frequentato itinerario della zona si raggiunge in auto dalla statale delle Collacchie (indicazioni per Cala Violina) e si svolge su una strada sterrata.

Un tour in bici sull’anello di Massa Marittima

12Gen

Questo itinerario si sviluppa in pianura nella prima parte; poi presenta un profilo movimentato. I tratti più impegnativi sono la salita di Capanne e i saliscendi della strada Marsiliana. Motivi di grande interesse sono la città di Massa Marittima e il bellissimo paesaggio collinare che accompagna la Marsiliana. I naturalisti possono programmare una sosta presso il centro Carapax (tartarughe e cicogne). Possibili punti ristoro lungo il percorso si trovano nella prima parte a Scarlino Scalo e Bagni di Gavorrano, successivamente a Massa Marittima.

Si parte dalla periferia di Follonica in località Casa Rondelli nei pressi della grande rotatoria che immette sulla S.P. 152 in direzione Punta Ala,Castiglione della Pescaia, Grosseto. Si pedala in pianura sul tracciato della Vecchia Aurelia parallelamente alla ferrovia passando per Scarlino Scalo (5). Si oltrepassa lo svincolo di immissione sulla S.S.1 Aurelia (9) fino al bivio sulla destra (12.5) dove si seguono le indicazioni per Aurelia, Ribolla, Lago dell’Accesa e si imbocca la S.P. 31 “Collacchia”.

Poco dopo si gira ancora a sinistra in direzione Ribolla, Tatti, Lago dell’Accesa e si passa sotto la S.S.1 Aurelia. Si pedala in salita per circa 1 km e dopo si scende fino al bivio dove si lascia la S.P. 31 per girare a sinistra sulla S.P. 49 “dell’Accesa” (15.3) in direzione di Massa Marittima. Dopo un paio di km si transita sul ponte che oltrepassa il Fiume Bruna e si comincia a guadagnare quota pedalando fino allo scollinamento in prossimità dell’azienda Il Fontino (18.8).

Da qui si prosegue fino alla Località La Pesta (20), possibile punto ristoro nei pressi del Lago dell’Accesa. Si pedala ancora 600 m sulla S.P. 49 fino al bivio a destra dove si imbocca la S.P. 50 verso Capanne (20.6). Si sale gradualmente per circa 2 km, poi la strada prosegue senza difficoltà fino al borgo di Capanne (25). Raggiunto lo slargo con la fermata del bus si prosegue sulla strada secondaria asfaltata che sale, completamente immersa nel verde, fino a Massa Marittima.

Raggiunta una grande rotatoria (31) si seguono le indicazioni per il centro città che merita senz’altro una visita. Passati per la piazza principale con la cattedrale si esce dal centro (33.7) prendendo la S.P. 151 in discesa per Follonica. Alla fine della discesa, in corrispondenza di un incrocio, si attraversa la S.R. 439 imboccando la S.P. 143 “Marsiliana” (36) seguendo le indicazioni per il Centro tartarughe e il Centro cicogne.

Si pedala in un bel viale delimitato da cipressi per circa 1 km fino ad mulino medievale (37.1) dove si gira a sinistra su una strada dritta che passa nei pressi del Centro tartarughe e cicogne (38.5). La strada continua in falsopiano in discesa per circa 3.5 km; poi l’altimetria si “sveglia” e da questo momento la Marsiliana diventa un continuo “mangia e bevi” alternando discese e risalite in un bellissimo ambiente collinare.

Poco dopo (44) si transita nei pressi della Scuola allievi del Corpo Forestale dello Stato (Fattoria Marsiliana) per giungere dopo circa 5 km all’innesto (49.3) sulla S.P. 33 dove si gira a sinistra. Si pedala senza difficoltà per 4 km fino al successivo bivio dove si gira a destra sulla S.R. 439 (53.3) in direzione di Follonica. Dopo 1.5 km si oltrepassa la S.S.1 Aurelia e si pedala per altri 3 km fino alla rotatoria di Casa Rondelli dove si chiude l’anello (58).

Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana

01Gen

Dal 24 settembre 2015 al 24 gennaio 2016 Palazzo Strozzi a Firenze ospitaBellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana, un’eccezionale mostra dedicata alla riflessione sul rapporto tra arte e sacro tra metà Ottocento e metà Novecento attraverso oltre cento opere di celebri artisti italiani, tra cuiDomenico Morelli, Gaetano Previati, Felice Casorati, Gino Severini, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova, e internazionali come Vincent van Gogh, Jean-François Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Stanley Spencer, Georges Rouault, Henri Matisse.

Dalla pittura realista di Morelli all’informale di Vedova, dal Divisionismo diPreviati al Simbolismo di Redon, fino all’Espressionismo di Munch o alle sperimentazioni del Futurismo, la mostra analizza e contestualizza un secolo diarte sacra moderna, sottolineando attualizzazioni, tendenze diverse e talvolta conflitti nel rapporto fra arte e sentimento del sacro.

Grandi protagoniste della mostra sono celebri opere come l’Angelus di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi, la Pietà di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago. Attraverso sezioni dedicate ai temi centrali della riflessione religiosa e artistica, Bellezza divina costituisce un’occasione straordinaria per confrontare opere celeberrime studiate da un punto di vista inedito, presentate accanto ad altre di artisti oggi meno noti ma il cui lavoro ha contribuito a determinare il ricco e complesso panorama dell’arte moderna, non solo sacra.

L’esposizione si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Firenze tra il 9 e il 13 novembre 2015 e al quale interverrà anche papa Francesco.

Golf Club Punta Ala

10Dic

L’A.S.D. Golf Club Punta Ala ha iniziato la sua attività nella primavera dell’anno 1964. Il campo situato in una zona panoramica con vista sul mare, sviluppa una lunghezza complessiva di mt.6.168 con un PAR 72 , con leggere e naturali ondulazioni del terreno, nel bel mezzo della “macchia maremmana” composta da una folta vegetazione di alberi sempreverdi: pini domestici e marittimi, sughere, lecci secolari, querce, cespugli di albatro che costituiscono anche bellissimi ostacoli naturali per il gioco. E’ uno dei più bei campi da golf in Toscana ed in Italia, immerso nella stupenda vegetazione della Maremma all’interno della provincia di Grosseto a pochi chilometri da città turistiche come Castiglione della Pescaia e Follonica. Ideale luogo di vacanze per giocare a golf in pieno relax, per fare anche gol clinic organizzate dal maestro federale del Circolo. L’attività sportiva si svolge a carattere continuativo lungo tutto l’arco dell’anno con un intenso programma di competizioni soprattutto durante la stagione estiva.